SAN MINIATO

San Miniato e il suo territorio rappresentano un ricco spaccato nel cuore della Toscana, dove un moderno sviluppo si fonde con vecchie tradizioni, una storia millenaria ed un grande patrimonio artistico, il tutto inserito in gentili paesaggi dove ancora si vive a “misura d’uomo”. Tesori architettonici e artistici, in gran parte conservati nel Sistema Museale, caratterizzano il centro storico che si affaccia sulla campagna toscana più tipica.

Nell’ampia pianura che confina a nord con il fiume Arno, uniti da un fitto reticolo di strade, si trovano i moderni centri urbani e le attività produttive, ruotanti principalmente intorno al settore conciario e alla lavorazione del cuoio.

Se ci voltiamo verso sud invece, vediamo la vasta zona della Valdegola, che con le sue colline e i suoi boschi rappresenta due terzi del territorio. Una campagna incontaminata, dove si respira ancora l’antica cultura contadina, con mille itinerari che portano a borghi secolari o ad antiche pievi e dove il sottosuolo nasconde un altro tesoro di San Miniato: il suo tartufo bianco.

LA STORIA

San Miniato è terra di insediamenti etruschi e poi romani, come testimoniano gli scavi di una necropoli del III secolo a. C. e quelli di una villa romana, i cui reperti sono visibili al Museo Archeologico di Firenze e, in parte, nella nostra raccolta archeologica. Il nucleo originario della Città risale all’- VIII secolo, quando diciassette longobardi, secondo il documento originale del 713, edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. La città è dunque di origine germanica e dal Medio Evo sarà conosciuta come San Miniato al Tedesco. Nell’arco di cinque secoli San Miniato crescerà come bastione medievale, da quando Ottone I di Sassonia, nel 962, ne farà uno dei centri della amministrazione imperiale, fino a Federico II di Svevia che nel 1218 vi edificherà il suo castello, destinandolo alla raccolta dei tributi per l’Italia centrale. San Miniato, al declinare della potenza sveva, diviene libero comune.La città si estende con grandi conventi, scuole, istituzioni e ospedali. Gli Statuti comunali, conservati nell’archivio storico, ne testimoniano l’indipendenza e la fortuna. Gli Statuti comunali, conservati nell’archivio storico, ne testimoniano l’indipendenza e la fortuna. 

Solo sul finire del XIV secolo San Miniato dovrà sottomettersi alla nascente Signoria fiorentina. Sarà di nuovo una tedesca, Maria Maddalena d’Austria, moglie di Cosimo dei Medici, a privilegiare San Miniato, facendone sede vescovile nel 1622. Qui ha le sue origini la famiglia di Napoleone Buonaparte (che tornerà in città durante la campagna d’Italia per incontrare lo zio canonico, mentre Papa Clemente incontrerà Michelangelo nell’antico castello imperiale commissionandogli di affrescare la Cappella Sistina. Mentre Leonardo dalla vicina Vinci si chiedeva se San Miniato fosse stata una terra sommersa o emersa, lasciando le sue considerazioni ora contenute nel codice Hummer, il pittore più noto della Controriforma, Lodovico Cardi, il Cigoli, (che qui nacque al pari del condottiero Francesco Sforza) forte della sua amicizia con Galileo Galilei dipinse nella basilica di S.Maria Maggiore a Roma la prima luna “rugosa” vista attraverso il cannocchiale. Semenzaio di uomini illustri, ieri come oggi; gli ultimi decenni hanno visto protagonisti nel mondo i cineasti Paolo e Vittorio Taviani che a San Miniato sono nati.

 

Il primato che vede San Miniato capitale del tartufo ha come anno d’oro il 1954 quando fu trovato il tartufo bianco più grosso del mondo: 2 kg e 520 grammi donato all’allora presidente degli Stati Uniti d’America. Solo il punto massimo di una produzione pari a un quinto di quella nazionale.
Nel mese di settembre si apre ogni anno un lungo periodo stagionale fatto di manifestazioni e iniziative nei piccoli e graziosi borghi del territorio dove l’enogastronomia legata al tartufo, ai vini e ai prodotti tipici di qualità sono protagonisti. A Novembre per tre fine settimana la Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco che si svolge nell’incantevole cornice del centro storico è la prima manifestazione del settore ecosostenibile e muove ogni anno più di settantamila visitatori richiamando l’attenzione dei gourmet, dei giornalisti e degli chef italiani e stranieri con il suo laboratorio del gusto a cielo aperto più lungo d’Italia composto da prodotti di prima qualità

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